Condividi la conoscenza: nuovi Commons, nuovi diritti
18 Dicembre 2004, ore 9.00 Milano, IULM
Lo sviluppo della Società dell'Informazione richiede di modificare la definizione dei diritti universali: oggi più che ieri la definizione dei beni comuni, del valore della condivisione del sapere sarebbe la leva di un nuovo rinascimento, in un periodo in cui la guerra sembra l'unica risposta praticata al declino del modello di sviluppo. Mai come oggi la crisi mostra limiti e opportunità di un diverso modello; ma questo necessita la definizione di un diritto internazionale che garantisca la condivisione cooperativa della conoscenza. La necessità di definire e sviluppare i nuovi commons, beni comuni della società, liberamente accessibili, riuscendo allo stesso tempo a valorizzare intelligenze individuali, investimenti economici e bisogni collettivi è la nuova frontiera politica, sociale ed economica che ci troviamo ad affrontare
Definire l'accesso ai saperi collettivi come un diritto universale pone un
problema inedito in termini legislativi, assolutamente in controtendenza
rispetto alla sacralità dei brevetti e del copyright, dato che sempre più
la legislazione europea, occidentale e internazionale utilizza come una clava
e un ricatto di fronte alla crisi di competitività e alle richieste dei Paesi
emergenti. Inoltre grande valore assume la libera accessibilità delle produzioni
intellettuali e immateriali pubbliche, a partire dalla funzione della ricerca
e dell'università; il progetto Genoma, esperienza di importante investimento
pubblico è un caso clamoroso di creazione di commons, cioè di un sapere
condiviso che rivoluziona l'approccio scientifico, perché fornisce alla ricerca
medica di base ed applicata un nuovo terreno di gioco.
Si pone un problema di regolazione nella condivisione, che possa consentire
sintesi della creatività individuale, degli investimenti pubblici e privati,
dei bisogni collettivi: lo statuto dei lavoratori della conoscenza, la
definizione di un diritto d'autore che riconosca l'autore in quanto tale
e non i diritti connessi di edizione e sfruttamento pongono al centro la
funzione della paternità intellettuale, ancor prima che il nodo della proprietà
intellettuale. La crescita di un movimento di lavoratori della conoscenza segna
un mutamento profondo nella dimensione storica che abbiamo conosciuto nel secolo
passato.
Oggi più che mai si pone il problema di una sintesi tra le domande e i bisogni
di chi vuole condividere le produzioni immateriali con le aspettative di chi
garantisce la biodiversità come pubblico attraverso la varietà delle produzioni
naturali e agroalimentari.
La definizione di un sapere libero e accessibile, in campo scientifico, nel
sistema delle comunicazioni, nell'universo culturale, consentirebbe la definizione
di un nuovo terreno di gioco e di una nuova funzione dello sviluppo, capace
di aprire le porte del fortino occidentale e di riaprire un canale di comunicazione
scientifico e non solo nelle relazioni tra cultura occidentale e culture emergenti,
in alternativa la modello del conflitto religioso e della guerra preventiva
permanente.
Non abbiamo risposte precostituite; questi spunti richiedono un impegno collettivo
che permetta di far incontrare chi oggi si batte contro la brevettazione del
software con chi sviluppa cultura liberamente distribuibile, chi è impegnato
nella difesa degli usi civici naturali con chi tenta la strada di una ricerca
libera e condivisa, chi si batte per riaffermare, nell'era del lavoro intellettuale
e precarizzato, il diritto alla libertà creativa e chi costruisce quotidianamente
un diverso contenuto della comunicazione di massa. Oggi più che mai è necessario
gettare le basi per la costruzione di un blocco sociale consapevole capace
di costruire un'altra risposta possibile. Per questo ci incontreremo il 18
Dicembre a Milano, presso lo IULM, con la speranza che sia un nuovo inizio
per una politica della condivisione e per costruire una sintesi inedita tra
vecchi e nuovi diritti.
Intervengono:
Stefano Rodotà-Presidente della Autorità Garante per la Privacy
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=419696
Lawrence Lessig-Professore alla Stanford University, nonché fondatore
di Creative Commons
http://www.lessig.org/
Claudio Prado-digital policy coordinator of the Ministry of Culture of Brasil
http://www.cultura.gov.br/corpo.php
Franco Carlini-Giornalista presso il Corriere della Sera e il Manifesto
http://www.totem.to/fc/index.php
Carlo Formenti-Giornalista del Corriere della Sera, Direttore di Quintostato,
Professore
all'Università di Lecce
http://www.quintostato.it/
Enzo Gentile-Critico Musicale di Repubblica
http://www.repubblica.it/
Mauro Pagani-Musicista
http://www.mauropagani.com/
Anna Carola Freschi
Ricercatore presso l'Università di Firenze
Angelo Raffaele Meo-Professore del Politecnico di Torino
http://multimedia.polito.it/meo/
Marco Ciurcina-Membro di Hipatia
http://www.hipatia.info/index_it.php
Stefano Quintarelli-Fondatore di equiliber, membro fondatore e strategic planning
director di
INET spa.
http://www.equiliber.org/
coordinano:
Fiorello Cortiana-Senatore della Repubblica, Presidente intergruppo bicamerale
per l'innovazione tecnologica
http://web.fiorellocortiana.it/html/
Milly Moratti-Consigliere Comunale a Milano del Gruppo Verdi - L'Arancia
intervengono: Stefano Rodotà Claudio Prado Lawrence Lessing Franco Carlini Carlo Petrini Carlo Formenti Enzo Gentile Monica Frassoni Mauro Pagani Fiorella De Cindio Anna Carola Freschi Angelo Raffaele Meo Marco Ciurcina Dany Cohn Bendit
Promuovono:
Fiorello Cortiana, Stefano Rodotà, Franco Bifo Berardi, Carlo Formenti, Laura Tettamanzi, Angelo Raffele Meo, Franco Carlini, Matilde Ferraro, Stefano Maffulli, Fiorella De Cindio, Monica Frassoni, Marco Ciurcina, Mariella Gramaglia, Arturo Di Corinto, Lele Rozza, Giovanna Sissa, Guido Chiesa, Juan Carlos De Martin, Anna Carola Freschi.
... "Convegno internazionale sabato 18 presso lo IULM di Milano con Lessig
e Rodotà, passando attraverso le due importanti iniziative di Torino
di giovedì e venerdì, che sosteniamo pienamente attraverso un
intervento dei Verdi in quella sede, c'è un filo rosso che unisce il
Paese in questi giorni: il sapere e la conoscenza non sono in vendita, ma sono
diritti inalienabili degli esseri umani, si tratti di beni culturali, di algoritmi,
software, di sequenze geniche e DNA.
Ritengo che siamo in un momento cruciale per la definizione degli assetti futuri
dell'Europa. A partire da qui vogliamo lanciare delle politiche vere e concrete:
ad esempio, perché ciò che è prodotto con soldi pubblici
non deve essere messo a disposizione di tutti attraverso le creative commons:
una discussione che sappia tenere insieme un importante patrimonio teorico con
una serie di scelte cogenti e concrete. "
Fiorello Cortiana